I prestiti tornano a crescere anche in Italia

I prestiti tornano a crescere anche in Italia 

Dopo l’inevitabile frenata registrata nel mese e mezzo successivo al lockdown disposto dal governo per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19, le famiglie italiane hanno ripreso a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare i propri acquisti e l’investimento sulla casa.

I prestiti alle imprese e alle famiglie sono tornati a crescere nel secondo semestre del 2020. Un dato che non era per niente scontato e l’importanza di questo trend si apprezza ancora di più se si confronta con quanto accaduto nello stesso periodo in altri paesi europei.

Particolare crescita a tassi importanti in Francia, in Spagna (meno rispetto all’Italia), e un calo in Germania dove le imprese sono tuttora riluttanti a richiedere prestiti anche se garantiti dallo Stato a causa di condizioni e istruttorie da parte delle banche che non sono state facilitate.

La situazione che risulta dal confronto dei dati pubblicati ad agosto dalle banche centrali dei paesi europei e dall’esito di un’indagine condotta dalla Banca Centrale Europea a luglio, evidenzia un incremento dei finanziamenti alle imprese pari al 3,7% a giugno 2020 rispetto a giugno 2019, ma anche una crescita dei prestiti alle famiglie pari all’1,6% (contro un +1,5% del maggio scorso). Un aumento, anche se lieve, quello dei finanziamenti alle famiglie – con nuovi mutui sia per acquisto o ristrutturazioni, che per surroghe – che non è stato riscontrato in altri paesi europei. In Europa i finanziamenti alle famiglie hanno tenuto un ritmo importante, con un +5,9% a fine giugno, ma comunque con un rallentamento rispetto al +6,1% di maggio.

Guardando nel dettaglio, la positiva performance fatta registrare dai mutui immobiliari nell’ultimo mese è frutto sia del progressivo recupero delle richieste di mutui d’acquisto dopo molte settimane di sostanziale stallo del mercato, sia dall’aumento di richieste di surroghe e sostituzioni, grazie ai tassi ancora molto contenuti e a condizioni decisamente vantaggiose.

Il lockdown, in Italia, ha fermato tutte le operazioni di compravendita del settore immobiliare, sia per l’impossibilità di visitare gli appartamenti che per quella di stipulare gli atti notarili. Fortunatamente nei mesi di giugno e luglio sono state recuperate una mole non indifferente di pratiche. Un altro fattore che potrà spingere il settore in Italia è l’ecobonus al 110% per i lavori legati all’efficientamento energetico. Varato in primavera, sta diventando operativo in queste settimane e sembra che stia funzionando da incentivo per spingere la ripresa del settore dell’edilizia e delle costruzioni.

Venendo al credito di breve termine, i prestiti finalizzati sono la forma tecnica che ha maggiormente risentito delle misure restrittive disposte dal Governo ma, al contempo, sono anche quella che ha mostrato una capacità di recupero più robusta e veloce. I prestiti personali, invece, sono quelli che complessivamente hanno risentito maggiormente della situazione emergenziale, con le famiglie che hanno adottato un atteggiamento estremamente prudente.

La cautela delle famiglie in questa specifica fase trova conferma anche nell’andamento dell’importo richiesto, che nel mese di giugno ha visto una flessione sia per i prestiti finalizzati, che vedono il valore medio diminuire del -14% rispetto al giugno 2019.