Le policy bancarie

Le policy bancarie

In molti hanno la convinzione che per ottenere un mutuo sia sufficiente che la rata risulti essere pari, al massimo, a un terzo del reddito di chi richiede un mutuo, ma in realtà non è esattamente così.

Bisogna considerare che un istituto di credito pone sotto i riflettori le capacità economiche, finanziarie e patrimoniali del cliente prima di erogare un mutuo.

La Banca concederà il finanziamento solo se è convinta che il richiedente restituirà a scadenze convenute la somma prestata, pertanto a tale convinzione contribuiscono non solo la personalità del richiedente sulla quale la Banca valuta la buona fede ma anche l’affidabilità e la correttezza di chi richiede il mutuo. Inoltre, ciò che sarà sotto esame è la sua “capacità di credito. Queste considerazioni fanno parte delle “regole del credito” o più semplicemente “policy bancarie”.

In particolare, gli ingredienti che la banca valuta per calcolare il rischio e/o l’affidabilità di un contratto di mutuo, sono molti: uno di questi è il rapporto rata/reddito, il più “famigerato”, ma non l’unico. Non è neanche detto che per tutte le banche il rapporto rata / reddito sia sempre il 33%, visto che – in considerazione di una serie di fattori – alcune banche arrivano fino al 50%. Ogni istituto cerca di stipulare delle condizioni affinché l’impegno venga considerato sostenibile nel tempo e non si vengano a creare condizioni di insolvenza.

Un altro – importante, ma meno famoso – criterio di valutazione del merito creditizio, è il “reddito minimo disponibile”, altrimenti noto con altri nomi, più infelici, quali ad esempio: “soglia minima di sussistenza”. Di cosa si tratta? Non è altro che il reddito minimo necessario per poter affrontare le spese quotidiane, al netto di altri eventuali finanziamenti e calcolato in rapporto al numero dei componenti del nucleo familiare e della zona geografica di residenza.

Come avrete già intuito, specialmente se avete avuto già un’esperienza come mutuatari, è quella parte di reddito residua, una volta pagata la (futura) rata di mutuo che si sta richiedendo ed eventuali altri prestiti che resteranno accesi anche dopo la sottoscrizione del contratto di mutuo medesimo.

La ratio che sostiene questa policy risiede nel fatto che la banca vuol tenere conto, indipendentemente dal rapporto rata reddito, anche della possibilità che – con il reddito residuo – quella famiglia possa riuscire a sostenere una certa qualità della vita che le permetta di affrontare tutte le spese necessarie per i consumi, per i figli e per eventuali altre necessità. Ad esempio, se si ha un rapporto rata reddito dentro il fatidico 33%, ma il reddito che residua, una volta pagata la rata, è inferiore al minimo previsto dalla banca per “vivere bene”, si dovrà ricorrere o all’allungamento della durata, per abbassare la rata; o alla riduzione dell’importo, per sortire allo stesso effetto; oppure alla chiusura anticipata di alcuni prestiti già in essere oppure alla richiesta di firme di garanzie aggiuntive.

Il reddito minimo disponibile viene individuato, da ogni banca, mediante delle tabelle elaborate dagli uffici crediti di concerto con gli uffici studi che dispongono e consultano le statistiche socio-economiche del paese e che tengono conto, per esempio, anche del diverso costo della vita che si ha nelle diverse zone dello stivale. Perciò se la richiesta di mutuo arriverà dal sud Italia, il reddito minimo disponibile sarà più basso di quello necessario per una famiglia del centro che, a sua volta, sarà inferiore di quello richiesto ad una famiglia del nord, dove la vita costa di più. In altre parole, salendo da sud verso nord diventa più oneroso rispettare questo criterio, ma c’è da dire che solitamente c’è una differenza di reddito medio, sempre per zone, che segue lo stesso flusso. Perciò più o meno le due cose si compensano.

Inoltre, ciascuna banca poi stabilisce a sua discrezione il reddito minimo disponibile anche in considerazione del numero di familiari a carico, ovvero del numero di figli. A parità di condizioni, una famiglia con 2 figli ha più facilità ad ottenere un mutuo rispetto ad una famiglia con 4 figli. A meno che non si dimostri che alcuni di questi figli siano autonomi redditualmente.

Secondo una nostra analisi, ecco un esempio pratico, senza citare il nome della banca, di come può essere calcolata tale soglia di reddito minimo disponibile:

un nucleo familiare composto da due persone dovrebbe conservare un reddito disponibile minimo di 1.000 euro, al quale vanno sommate 255 euro per persona se ci troviamo al sud, 360 se ci troviamo al centro e 465 se ci troviamo al nord.

Ricordiamo che questi sono solo alcuni dei tanti aspetti di cui tener conto quando si è in procinto di formulare una richiesta di mutuo, si consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista esperto, un Personal Broker, appartenente ad una società di mediazione regolarmente iscritta e abilitata dall’organismo di vigilanza e che sia riconosciuta e stimata dal mercato.

Affida è convenzionata con molti istituti bancari per fornirti tutte le soluzioni possibili e prospettarti soluzioni diverse in un solo appuntamento.