Aspetti fiscali del mutuo e della compravendita

Sai qual è il regime fiscale che ruota attorno all’operazione di acquisto di una casa (prima o “non prima”) con mutuo al seguito?

Come sappiamo, quando si compra casa le spese sono tantissime, ma facendo un pò di attenzione, è possibile ottenere notevoli riduzioni d’imposta, innanzitutto sfruttando il cosiddetto “beneficio prima casa”.

Facciamo chiarezza su quali sono le imposte da pagare nel caso in cui si decida di comprare o vendere casa e quali agevolazioni si possono ottenere.

Quando si compra una casa le imposte da versare cambiano se, chi ci vende l’immobile, è un’impresa costruttrice o un privato. Le imposte da versare, a seconda dei casi sono l’Iva, l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e quella catastale, l’imposta di bollo e la tassa ipotecaria.

1. Caso di acquisto prima casa da un venditore privato persona fisica:

1.1 Compravendita:

Imposta di registro agevolata: 2% (sulla rendita catastale)

Imposta catastale: 50 euro

Imposta ipotecaria: 50 euro 

1.2 Mutuo:

Imposta sostitutiva: 0,25% (sull’importo lordo del mutuo)

2. Caso di acquisto prima casa da un venditore persona giuridica soggetta ad Iva:

2.1 Compravendita

Iva: 4% (sul prezzo)

Imposta di registro: 200 euro

Imposta catastale: 200 euro

Imposta ipotecaria: 200 euro

 2.2 Mutuo:

Imposta sostitutiva: 0,25% (sull’importo lordo del mutuo)

3. Caso di acquisto NON prima casa da un venditore privato persona fisica:

3.1 Compravendita:

Imposta di registro: 9% (sulla rendita catastale)

Imposta catastale: 200 euro

Imposta ipotecaria: 200 euro

3.2 Mutuo:

Imposta sostitutiva: 2% (sull’importo lordo del mutuo)

4. Caso di acquisto NON prima casa da un venditore privato persona giuridica:

4.1 Compravendita:

Iva: 10% (sul prezzo)

Imposta di registro: 200 euro

Imposta catastale: 200 euro

Imposta ipotecaria: 200 euro

4.2 Mutuo:

Imposta sostitutiva: 2% (sull’importo lordo del mutuo)

Queste imposte, sul mutuo e sulla compravendita, vengono pagate rispettivamente alla Banca e al Notaio, che provvederanno poi a versarle all’Erario per conto dei clienti.

Infine, veniamo agli aspetti relativi alle agevolazioni fiscali “prima casa”, che permettono di versare imposte ridotte, sia che si tratti di acquisti soggetti a Iva sia a imposta di registro.

Oltre al risparmio, relativamente all’imposta sostitutiva, di 1,75% sull’importo di mutuo, si ha un’agevolazione sulle tasse della compravendita: rispettivamente del 7% sull’imposta di registro nel caso di acquisto da privato e del 6% sull’iva nel caso di acquisto da impresa.

Si ha inoltre la possibilità di portare in detrazione gli interessi passivi del mutuo, in questo modo: ogni anno la banca invierà l’ammontare complessivo degli interessi pagati e – di questi – il 19% verrà detratto dalle imposte dirette, a cura del fiscalista di riferimento; nel primo anno si possono portare inoltre in detrazione anche parte delle spese sostenute relativamente al rogito notarile per la compravendita con mutuo.

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