Tasso fisso o Tasso Variabile?

La prima domanda che si pone chiunque debba richiedere un mutuo è: “meglio un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile?”

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un continuo calo dei tassi di interesse dei mutui, con una relativa riduzione della forbice tra tasso fisso e tasso variabile, a tal punto che ad oggi le differenze di tasso fra i due tipi di mutuo è pressoché inesistente.

Se negli untimi decenni, in Italia, abbiamo assistito ad un continuo calo dei tassi di interesse, sia per mutui di acquisto casa che per finanziamenti a titolo personale, lo dobbiamo alla moneta unica.

Prima di entrare nell’eurozona la lira era sottoposta a continue svalutazioni che facevano innalzare i tassi di interessi, con punte al di sopra del 10%.

Ora è la BCE (Banca Centrale Europea) a regolare le oscillazioni dei tassi di interesse, attraverso la quantità di denaro che circola in Europa. Quando la situazione economica è fiorente, la BCE aumenta il tasso d’interesse per non andare incontro ad un’inflazione, mentre, come sta accadendo ora a causa del coronavirus, quando l’economia europea ristagna la BCE abbassa il tasso di interesse per immettere liquidità nel sistema e ridurre la crisi economica.

Differenza tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile

La differenza principale sta negli indici a cui i due tassi sono legati.

Il tasso variabile è legato all’EURIBOR che è il tasso di interesse medio, calcolato giornalmente, col quale le banche si scambiano denaro fra loro. Il tasso fisso invece è agganciato all’EURIRS, ovvero il tasso di interesse utilizzato nelle operazioni swap dalle banche europee a copertura del rischio di interesse.

Per semplificare possiamo dire che, il tasso fisso è il mutuo ideale per chi non vuole sorprese, con questo tasso le rate restano costanti per tutta la durata del mutuo. Solitamente questo mutuo parte con un tasso di interesse maggiore rispetto a quello variabile.

Nel tasso variabile invece la rata mensile è instabile e aumenta o diminuisce a seconda dell’oscillazione dell’Euribor, per cui il mutuatario ogni mese si troverà decurtata dal conto corrente una cifra diversa.

Va detto, per maggior chiarezza, che negli ultimi cinque anni l’Euribor è sempre stato negativo ed ha subito poche oscillazioni passando dal -0,25% all’attuale -0,45%.

Inoltre, bisogna tenere presente che il tasso effettivo stipulato con l’istituto di credito erogante è composto dalla percentuale dell’indice a cui è legato (Euribor o Eurirs) maggiorato dello Spred (il guadagno della banca). Mentre la rata periodica che si andrà a pagare sarà formata da una quota capitale (costituita dall’ammontare del debito che si è contratto con l’istituto di credito suddiviso in rate) e da una quota interessi.

Mutui casa: quale tasso conviene?

Per valutare se conviene richiedere un mutuo a tasso fisso o variabile bisogna valutare il rapporto mutuo/prezzo sulla lunga durata. Più è bassa la differenza fra i due tassi più è conveniente il mutuo a tasso fisso.

Nessuno può sapere, a lungo termine, come sarà l’andamento economico, se i tassi saliranno o caleranno ulteriormente.

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