IL PRESTITO PERSONALE

Parliamo oggi del prestito personale per il quale negli ultimi anni si sono avuti dati sempre in crescita e – come riportato nell’aggiornamento del Barometro del Credito alle famiglie (BCF)  – nell’ultimo anno si è registrato un incremento del +6,7%, a significare che sempre più persone e famiglie lo richiedono, per finanziare i loro progetti.

Entrando maggiormente nel dettaglio, nell’ultimo anno l’incremento è stato del +4,7% relativamente alla componente dei prestiti personali e del +8,5% per i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi.

Ma che cosa è un prestito personale?

Il prestito personale é un finanziamento a breve/medio termine che permette di avere liquidità in tempi rapidi, in quanto è una forma di credito al consumo non finalizzato, che a differenza del mutuo, non prevede l’obbligo di acquisto di uno specifico bene o servizio: può essere richiesto, dunque, per le più disparate esigenze come la ristrutturazione della casa, l’acquisto di arredamento, dell’auto, della moto, per spese mediche o per finanziare addirittura le vacanze ed altro ancora.

Il prestito personale viene  erogato ai privati da una banca o da altri istituti di credito ad un cliente che si impegna a restituirlo in maniera rateizzata entro un periodo di tempo predeterminato.

Come vedi si tratta di un iter molto semplice, ma non per questo la richiesta di un finanziamento personale deve essere presa alla leggera.

Vogliamo parlare prima di tutto dell’aspetto fondamentale che sta alla base della concessione del prestito personale e dal quale non si può prescindere: le informazioni registrate in quelle che chiamiamo banche dati, per lo più Crif ma in molti casi anche CTC ed Exeprian, che rappresentano gli archivi dove vengono registrate le abitudini relative al “comportamento finanziario” di chiunque abbia avuto accesso ad una qualsiasi forma di finanziamento e/o di credito.

Un errore comune è pensare che basti non avere delle segnalazioni negative in queste ultime per poter avere di sicuro un esito positivo alla propria richiesta, convinzione che diventa ancor più ferrea se abbiamo in mente di richiedere un prestito direttamente alla banca dove abbiamo il conto corrente, magari anche da diversi anni.

Niente di più sbagliato! Cerchiamo però di capire il perché.

Essendo il prestito personale una forma di finanziamento senza garanzie reali, quindi senza un’ipoteca (presente, al contrario, per il mutuo casa) o senza il vincolo sul TFR e l’addebito diretto in busta paga (come avviene invece per la cessione del quinto), avere un buono “storico” può fare la differenza tra il vedersi accettata o respinta la richiesta di liquidità.

Avere un buono “storico” cosa vuol dire? Ebbene non significa solo non avere segnalazioni negative nelle banche dati, ma significa avere dati storici positivi! Per essere più chiari: significa che se abbiamo già sostenuto altri impegni finanziari e lo abbiamo fatto correttamente, allora abbiamo molte più possibilità che l’istituto al quale ci rivolgeremo decida positivamente circa la nostra richiesta di prestito, essendo più garantito, in quanto avrà dati certi circa il nostro “comportamento” verso il credito.

Questo però, ad onor del vero, è solo un piccolo e sintetico esempio di come vengono lette da parte degli istituti eroganti le risultanze delle informazioni presenti nelle banche dati; a questo bisogna poi anche aggiungere tutta una serie di altri parametri socio-anagrafici quali: situazione reddituale, età del richiedente, situazione abitativa, area geografica di residenza, composizione nucleo familiare ed altri ancora.

È quasi impossibile conoscerli tutti per chi non è addetto ai lavori, ma non per un Personal Broker di Affida che saprà sicuramente consigliarvi dove, come e quando presentare la richiesta di prestito personale avendo a disposizione le migliori convenzioni con i principali istituti di credito.

Concludiamo dicendo che l’approccio al prestito personale deve essere fatto con cognizione di causa. Non vi resta che raccontarci dei vostri progetti ed AFFIDARVI a noi!